Strumenti insoliti per comporre musica jazz
Il jazz, come sappiamo è un genere musicale che ha caratterizzato gran parte del XX secolo. Nato inizialmente nelle piantagioni e poi diffusosi in tutta l’America con qualche influenza anche in Europa. Il suo stile è ritmico e allegro e non ha bisogno di spartiti in quanto può essere improvvisato senza dover seguire regole specifiche. Gli strumenti musicali che in genere vengono utilizzati per creare musica jazz sono il pianoforte, il sassofono, la tromba, il contrabbasso e la batteria. Ci sono però alcuni strumenti insoliti per musica jazz, che sono stati utilizzati. Non hanno mai riscosso un grande successo ma hanno saputo dare un tocco in più al jazz.
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CORNO FRANCESE
Uno di questi strumenti è il corno francese che, tipicamente suonato per componimenti classici, si è inserito nei primi esperimenti third stream negli anni ’40 creando un suono smooth e dolce. Il cornettista più importante di questi anni è sicuramente Julius Watkins che ha collaborato con numerosi artisti come Coltrane.
LA CORNAMUSA
Uno strumento che può risultare estraneo è la cornamusa che grazie a Rufus Harley è riuscito a integrarsi con lo stile jazz. In realtà Rufus era nato come sassofonista e si dice durante il funerale di J.F.Kennedy nel 1963, fosse rimasto colpito dal suono emesso dalla cornamusa. Decise così di sperimentare e introdurre il classico strumento scozzese all’interno di brani jazz.
Per la prima volta utilizzato come strumento solista da Yusef Lateef, anche l’oboe ha sperimentato la musica jazz; inoltre fu anche utilizzato negli arrangiamenti orchestrali di Gil Evans.
L’OUD
Ci sono state volte in cui la musica jazz ha incontrato la cultura orientale e dando vita a un mix di folk, jazz e musica classica araba. In questo caso venne utilizzato un tipico strumento arabo, l’oud, simile ad un liuto europeo; grazie a Anouar Brahem che collaborò con alcuni artisti importanti come Dave Holland e incidendo alcuni dischi con l’etichetta tedesca ECM.
L’ARPA
C’è stato un momento in cui anche l’arpa è entrata a far parte della musica jazz, ciò si deve a Dorothy Ashby, inizialmente dedita al pianoforte ha poi deciso di suonare l’arpa dimostrando di saper padroneggiare alla perfezione il linguaggio bop e successivamente sperimentando con sonorità diverse come l’ R&B e la world music e vantando collaborazioni prestigiose come con Stevie Wonder.
LO STEEL PAN
Un ultimo strumento che vale la pena citare soprattutto perché non ci si aspetterebbe di ascoltarlo in un brano jazz, è lo steel pan, uno strumento a percussione originario del Trinidad ricavato da bidoni metallici che caratterizza la musica caraibica. Tra gli anni ’70 e ’80 è stato suonato da Othello Molineaux al posto della tastiera nella big band di Jaco Pastorius.
Questi sono solo alcuni degli strumenti più insoliti o che da altri generi musicali si sono introdotti nel jazz donando un sound diverso e sperimentare nuove combinazioni tra strumenti classici e il genere jazz.

L’ARPA