Roy Hargrove, addio alla leggenda del jazz
La carriera di Roy Hargrove
È un momento difficile per il jazz mondiale. Il leggendario trombettista statunitense Roy Hargrove è morto a quarantanove anni lo scorso 2 novembre a New York. Nato a Waco il 16 ottobre del 1969, Roy Hargrove ha scritto, sin da giovanissimo, una grande pagina del jazz contemporaneo.
Ribattezzato l’erede di Fats Navarro, Dizzy Gillespie e Clifford Brown, Roy Hargrove ha seguito gli insegnamenti di Herbie Hancock e avvicinando i giovani al suono inconfondibile della tromba. Dall’unione tra l’esperienza nel jazz tradizionale e la genialità autoriale, è nata la discografia di Roy Hargrove. Segnata dalle preziose collaborazioni con giganti del jazz come Bobby Watson, Jackie McLean, Frank Morgan, Steve Coleman, Johnny Griffin, Jimmy Smith, Oscar Peterson e Sonny Rollins.
Una leggenda del jazz
La tromba e il flicorno di Hargrove sono, ancora oggi, il simbolo del rinnovamento del jazz. Un suono brillante che, lontano dai musicisti del passato, ha animato il gruppo ispirato dall’hard-bop anni Sessanta. Candidato sei volte ai prestigiosi Grammy Awards, ha vinto nel 1997 nella categoria Best Latin Jazz Performance con Habana. E nel 2002 nella categoria Best Jazz Instrumental Album, Individual Or Group con l’album Directions In Music.
Tra i tanti e indimenticabili concerti ha un posto d’onore l’Umbria Jazz che lo ha visto protagonista dal 1989 a oggi. Era un musicista eclettico e parallelamente alla militanza nella ortodossia del jazz straight ahead si era interessato ai nuovi filoni della Black Music. Ha diretto la band RH Factor, in cui miscelava funk, soul e hip hop. Ha collaborato con artisti come D’Angelo, Erykah Badou, Macy Gray, Marcus Miller e Angelique Kidjo”, ha dichiarato l’Umbria Jazz.
Con Roy Hargrove se ne va una leggenda del jazz. Un artista intramontabile da ricordare attraverso la sua preziosa discografia che, tra collaborazioni di livello e sperimentazioni musicali, continua a rivoluzionare il jazz mondiale.
