Le voci femminili che hanno segnato il jazz

LE VOCI FEMMINILI CHE HANNO SEGNATO IL JAZZ
Quando pensiamo a chi il jazz lo suona, i primi nomi a venirci in mente sono Louis Armstrong, Miles Davis, Duke Ellington, etc allo stesso modo quando pensiamo a chi lo canta una voce di donna ci risuona in testa.
Che sia free jazz, soul jazz o blues poco importa, il ritmo sincopato dell’improvvisazione unito alle blue notes delle cantanti, ci hanno regalato pezzi incredibili che hanno fatto la storia della musica e non solo. Le voci femminili che hanno segnato il jazz
Le voci femminili che hanno segnato il Jazz, alcuni dei nomi significativi
Una delle cantanti di blues e jazz più famosa degli anni ’20 e 30 fu senz’ombra di dubbio Bessie Smith. Chiamata anche “L’imperatrice del blues”, vendette oltre 30 milioni di dischi salvando la Columbia dalla bancarotta.
Dotata di una voce fascinosa ed aspra, impareggiabile, Bessie era anche una performer incredibilmente versatile: non si limitava a cantare ma ballava, recitava, mimava.
Saliva sul palco agghindata con collane di perle, piume e vestiti sgargianti. Nei suoi dischi è stata accompagnata da musicisti eccezionali come Louis Armstrong, Benny Goodman, Jack Teagarden ed assieme a tanti altri comparve nel corto di Dudley Murphy, St. Louis Blues.
Billie Holiday detta Lady Day
Giovane stella dalla voce indimenticabile fu Billie Holiday, conosciuta anche come Lady Day. Reduce da un’infanzia travagliata, tra alcol e prostituzione, la Holiday fu scoperta nel ’33 dal produttore John Hammond che le procurò delle sedute in sala d’incisione con Benny Goodman.
Da questo momento la sua vita cambia volto, inizia a collaborare con l’orchestra di Duke Ellington ed Artie Shaw. Apprezzata per l’espressività, la sensualità e la spontaneità della sua voce, la cantante fu tra le prime ad esibirsi nei club per bianchi.
Sempre irriverente, tra le sue canzoni più amate si ricordano God Bless The Child, The Man I Love e Strange Fruit, assai controversa ai tempi poiché il frutto in questione si riferisce ad un nero impiccato.
Ella Fitzgerald: la cantante più famosa della storia
Ella Fitzgerald è in assoluto la cantante jazz più famosa della storia. Chiamata anche The Queen of Jazz o First Lady of the Song, è stata vincitrice di 13 Grammy Awards, incise una settantina di dischi e vendette oltre 40 milioni di copie.
Debuttò giovanissima all’Apollo Theater di Harlem, dove venne notata ad una “Amateur Night” da Chick Webb e da lì cominciò a cantare per la sua orchestra. Dotata di un potente apparato canoro, con un estensione di tre ottave, la Fitzgerald era famosa per la sua capacità d’improvvisazione e la sua bravura nella tecnica dello scat, ovvero l’imitazione degli strumenti musicali con il semplice suono della voce, ed i suoi duravano per oltre cinque minuti.
Sarah Vaughan detta The Divine
Esponente del genere bebop, Sarah Vaughan, detta anche The Divine. Scoperta anche lei all’Apollo Theater dal cantante Billy Eckstine, all’epoca star della band di Earl Fatha Hines e lo convince ad assumere la giovane come seconda cantante.
Un anno dopo i due formano una propria band bebop e qui la Vaughan ha modo di perfezionare la sua voce. Dotata di una estensione vocale eccezionale che le permette di poter avere con la voce dei salti di registro di rara ampiezza e slanci da baritono o soprano lirico. Negli anni ’40- 50 conquista il pubblico con successi come Tenderly, Misty e Broken-hearted Melody.
Nina Simone: jazzista e attivista politica
Infine, Nina Simone, grande jazzista e attivista politica e sociale. Attorno agli anni sessanta le sue canzoni rientrano nella corrente del free jazz ma il suo debutto avviene con melodie più “classiche”.
Dimostratasi fin dall’infanzia un prodigio musicale, inizia a lavorare negli anni’50 come pianista e cantante, per poi avvicinarsi al jazz influenzata da Billie Holiday.
Debutta con canzoni come Porgy, cover di un brano di Gershwin, e My Baby Just Cares For Me. Negli album successivi registra alcune delle sue canzoni più incisive come Old Jim Crow e Mississippi Goddam che diventano subito inni per le lotte civili.
Amica di Malcom X e a lui vicina per posizioni, decide di lasciare gli USA alla fine degli anni’60 per critica contro al razzismo. Si eclissa dalla musica e tornerà solo negli anni ottanta quando la Chanel fa tornare di moda le sue canzoni dopo averle usate per una pubblicità.
Artista unica nel suo genere, di grande talento e raro eclettismo; era dotata di un timbro vocale particolarissimo, quasi mascolino.
Leggi anche l’articolo su le donne passionate di jazz: le Flapper
