il jazz modale di George Russell

Nella seconda metà del ‘900 si viene a formare un altro stile del genere jazz influenzato da un libro di teoria musicale degli anni ’50 scritto da George Russell e il jazz modale. Questo nuovo genere non richiede la corrispondenza di accordi alle regole dell’armonia tonale. Ovvero l’armonizzazione dei vari gradi delle tonalità; anzi associa ad ogni accordo scale modali differenti.
Il jazz modale è una derivazione del Bebop e dell’Hard bop che avevano inserito progressioni armoniche composte da numerosi accordi diversi con diverse sostituzioni armoniche, il tutto accompagnato da un ritmo regolare e ossessivo.
Durante il suo sviluppo, negli anni sessanta, porta innovazione nel linguaggio tipico del jazz e per distaccarsi dal suono aggressivo dell’Hard bop.
George Russell
L’inventore di questo genere, George Russell, già citato in precedenza ha esposto nel suo libro alcune regole tipiche del jazz modale, ad esempio la possibilità di usare progressioni tipiche e che appartengono a un dato sistema scalare oppure creare collegamenti scalari nuovi e armonizzare le scale tra loro. I metodi di collegamento tra le scale sono quelli vecchi usati come il collegamento tramite basso mentre la parte armonica varia.
Il primo approccio al jazz di George Russell fu come batterista ma che abbandona presto per dedicarsi allo studio teorico e alla composizione; scrivendo arrangiamenti per diversi artisti. Viene ricordato come il più importante teorico del jazz soprattutto dopo la pubblicazione del suo libro “The lydian chromatic concept of tonal organization” nel 1953.
la rivoluzione dell’improvvisazione
Questo manuale rivoluzionò l’improvvisazione nel jazz e proponeva l’utilizzo dei “modi” musicali anziché le scale tonali. I modi derivavano dalla tradizione musicale sacra del canto gregoriano a sua volta derivati dalla musica della Grecia classica.
In questo modo George Russell rivoluzionò il sistema ponendo come fondamento la scala “Lidia” che utilizza le scale che presentano il quarto grado alzato e ognuna prelevata dal sistema scalare da cui deriva.
Queste nuove teorie hanno riscosso fin da subito un gran successo soprattutto all’interno dell’ambiente dell’hard bop e dai grandi jazzisti come Miles Davis e John Coltrane, quest’ultimo divenne il principale esponente del jazz modale.
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